sabato 6 febbraio 2021
Emilio Longoni tra divisionismo sociale e pittura di natura
sabato 8 agosto 2020
"Nel particolare si rivela Dio" Francesco Borromini e il suo San Carlo alle quattro fontane
Ordine della Santissima Trinità...
Fondato agli inizi del Duecento dal provenzale san Giovanni de Matha ( la missione era liberare i cristiani soggetti alla schiavitù) , fu riformato dopo il Concilio di Trento e divenne Ordine dei Trinitari scalzi per approvazione di papa Clemente VIII
Quattro frati spagnoli furono inviati a Roma nel 1609 per aprire una casa procura. Trovarono un luogo tra un crocicchio di vie ( tra la via Pia e la via Felice , oggi via del Quirinale) , a pochi passi dal Palazzo pontificio.
Con i mezzi, pochi, che possedevano, costruirono alcune celle e una piccola chiesa dedicata- prima al mondo- a san Carlo, canonizzato nel 1610.
E qui arriva Francesco Borromini
Francesco Borromini , San Carlo alle quattro fontane, 1634- 1660, Roma
Era nato vicino Lugano - a Bissone - nel 1599 ma poi si era subito trasferito a Milano ( il Canton Ticino, ancora oggi, fa parte della Diocesi di Milano) e come scalpellino aveva lavorato alla Fabbrica del Duomo
Poi nel 1620 giunse a Roma, cambia il nome, non più Francesco Castelli ma Borromino, forse per devozione a Carlo Borromeo
Qui lavorò presso il cantiere di san Pietro , che era in mano al ticinese Carlo Maderno ma alla sua morte nel 1629 ,prese la direzione dei lavori Gian Lorenzo Bernini .
Borromini e Bernini avevano già lavorato insieme sia a Palazzo Barberini sia nel progetto per il Baldacchino di san Pietro ma la loro concezione del fare artistico era totalmente diversa ; artigiano consumato, Borromini disprezzava le lacune tecniche di Bernini che considerava gli arzigogoli del rivale degni ( quindi indegni) dei modi gotici
Così nel 1633 Borromini, rescinde il contratto e finalmente nel 1634 progetta la sua "opera prima" , San Carlino.
Quali i problemi da affrontare ?
Lo spazio ristretto
Il desiderio della committenza di avere convento ( celle, refettorio, biblioteca) e chiesa
Pochi soldi a disposizione
Bella sfida: pensare in piccolo per fare qualcosa di grande !
Il primo intervento fu il chiostro, iniziato nel 1638.

Pianta di san Carlo alle quattro fontane
La pianta è qualcosa di nuovo , centrale ottenuta dal ribaltamento di un triangolo equilatero che forma un rombo dagli angoli smussati e se le pareti danno ritmo allo spazio , grazie alle membrature che si incurvano, la cupola è da lasciare letteralmente a bocca aperta
Francesco Borromini, Interno di san Carlo alle quattro fontane, 1641
La simbologia trinitaria è evidente sia dalla pianta ma anche in ogni pilastro che ha tre nicchie e ogni nicchia tre conchiglie, e al centro della cupola la Trinità è simboleggiata dalla colomba dello Spirito santo all'interno del triangolo equilatero
Cupola di San Carlo alle quattro fontane
Qui tutto l'ingegno di Borromini si nota nelle strutture portanti e nei dettagli , nel grande e nell piccolo insomma
La cupola ovale si raccorda alle quattro arcate absidali tramite pennacchi che mostrano anch'essi rientranze e sporgenze e la decorazione interna della cupola , fatta di ottagoni, croci, esagoni simili alle celle di un alveare , riesce a dare l'illusione di uno spazio dilatato . A questo concorre anche il colore .
Se nelle chiese barocche coeve ha la meglio l'oro, qui domina la purezza del bianco che amplifica col suo chiarore uno spazio in altezza di soli 56 metri !
E' un'opera quasi astratta nelle sue decorazioni , quasi a voler sottolineare la forza di una fede che non necessita di icone e di una religiosità che ha bisogno di tornare alle origini
Forse non è solo una comunanza "di territorio" che fa scegliere a Borromini dei rimandi lombardi come l'interno della Basilica di san Lorenzo a Milano, chiesa paleocristiana per eccellenza
Basilica di San Lorenzo a Milano, Interno
E poi la facciata iniziata dopo il 1660 , quasi testamento artistico di Borromini che non ne vide il completamento
E qui tutto il gioco che nel chiostro, all'intero della chiesa mostrava questo spazio fluido, è celebrato grazie alle colonne giganti che sporgono e alle nicchie che arretrano; la sua triplice flessione già ci fa presagire lo spazio all'interno.
Insomma ha una funzione evocativa
Come se poi , alla fine della sua vita, Borromini avesse voluto riappropriarsi dei ricordi architettonici della sua Lombardia ; ecco che le tante facciate a cartone ondulato che poi saranno una hit del barocchetto lombardo prendono spunto da qui ma a sua volta dalla facciata del Collegio Elvetico (oggi archivio di Stato) di Milano, voluto dal Cardinale Federico Borromeo e realizzato da Fabio Mangone , capomastro del Duomo di Milano, presso cui Francesco ragazzino aveva mosso i primi passi
Fabio Mangone, Collegio Elvetico (palazzo del Senato), 1613, Milano
E' un cerchio che si chiude
sabato 1 agosto 2020
La rivoluzione realista di Annibale Carracci : La bottega del macellaio
giovedì 30 luglio 2020
Filippino Lippi e la Pala Nerli a Santo Spirito a Firenze
mercoledì 4 marzo 2020
Raffaello e Sebastiano del Piombo in gara : la Trasfigurazione e la Resurrezione di Lazzaro
- Il cardinale Giulio de' Medici (futuro papa Clemente VII) commissiona due grandi pale d'altare per la cattedrale di Narbonne in Francia (era lì cardinale)
- Raffaello , Ritratto di papa Leone X tra i cardinali Giulio de'Madici
- (a sinistra) e Luigi de Rossi ( a destra) ,olio su tavola ,1518,
- cm 155 x 119, Firenze Uffizi
- 1 Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo
-
Sebastiano del Piombo, Resurrezione di Lazzaro, 1516-19,
- cm 381 x 290, olio su tela, Londra, National gallery
- 2 Trasfigurazione di Raffaello
-
Raffaello, Resurrezione di Lazzaro, 1518-20, cm 410 x 280,
- tempera grassa su tavola, Pinacoteca Vaticana
- QUINDI OPERE IN COMPETIZIONE
- Nell'opera di S.del Piombo (CERCATE il perchè di questo soprannome) c'è tanto Michelangelo(vedi plasticismo, gestualità)
- Michelangelo, Studio per il Lazzaro,1516, sanguigna
- cm 25 x 14,5 British museum Londra
- Nell'opera di Raffaello che la iniziò tardi e non la concluse alla morte c'è tanto di nuovo
- Ancora non abbiamo fatto Tiziano ma la pala Assunta dei Frari a Venezia nel 1518 era finita.
Raffaello, proprio grazie al veneziano Sebastiano del Piombo, l'aveva vista e qui come lì l'opera è divisa in due - In alto Cristo trasfigurato accompagnato dai profeti Elia e Mosè e ai suoi piedi i discepoli Pietro Giacomo e Giovanni
- In basso i discepoli che , non essendo stati scelti da Cristo per accompagnarlo, invidiosi non riescono a compiere la liberazione del bimbo indemoniato
- Il risultato è volutamente esasperato e drammatico, in linea con quanto Raffaello aveva dipinto nell'Incendio di Borgo dell'omonima stanza
- Raffaello, Incendio di Borgo, affresco dalla Stanza omonima,
- esasperato verticalismo ; così si mette in luce ancora di più il Cristo trasfigurato (braccia aperte per ricordare la crocifissione)
- Colori freddi e cangianti : quanto Michelangelo! Che vediamo anche nella donna in primo piano di spalle che ricorda la torsione della Madonna del Tondo Doni
- emozioni intense esibite attraverso una mimica esasperata ( vedrete come il ragazzino ossesso lo ritroveremo in Caravaggio, Martirio di san Matteo)
- Caravaggio, Martirio di san Matteo,1600. olio si tela
- cm.323 x 343,Roma , san Luigi dei Francesi
- Tanti disegni preparatori (ribadiamo l'importanza del disegno da Leonardo in avanti) che testimoniano la lunga e complessa elaborazione, probabilmente terminato alla morte di Raffaello, dal suo allievo più dotato, Giulio Romano
- Raffaello, Studio di figure per la Trasfigurazione , sanguigna su matita,
- cm 34 x 22, Parigi Louvre
- i colori, le torsioni, l'esasperazione sono tutti elementi che troveremo, propri grazie agli allievi di Raffaello, nel Manierismo
- Chi sono i due personaggi in alto a sinistra? Sono Felicissimo e Agapito, santi celebrati il 6 agosto, giorno della trasfigurazione . O Giusto e Pastore, santi patroni di Narbonne ?
- Raffaello, Trasfigurazione, Particolare
- a chi si rivolgono i discepoli in basso? Chi indicano? Secondo una lettura di Ernst Gombrich, indicherebbero san Pietro ; i nove discepoli rimasti a terra, non riuscirebbero a compiere il miracolo Non solo per l'assenza di Cristo, ma anche per quella di Pietro che qui -sono proprio gli anni della Riforma di Lutero svolge il ruolo di primatus Petri e dunque primatus papae
- l'opera alla morte di Raffaello NON fu collocata in Francia ma in San Pietro in Montorio (luogo del martirio del santo)
giovedì 27 febbraio 2020
San Vitale di Ravenna , oriente e occidente si incontrano
Ma se l'ottagono è di memoria romana , come si può dedurre dalle piante del battistero di san Giovanni in Laterano
o da quella del cosiddetto Tempio di Minerva Medica sempre a Roma
- Quindi il qualcosa di antico è la scelta della pianta centrale ( per essere breve, citiamo anche il Pantheon, il Mausoleo di santa Costanza a Roma e la basilica di San Lorenzo a Milano
- Il qualcosa di nuovo sono le due entrate che cambiano la percezione dello spazio
- Nel catino absidale spicca il mosaico raffigurante Cristo sul globo
- Di fronte ecco Teodora circondata dalle dame di corte e da due inservienti; è nell'atto di portare all'altare il calice di vino e sul suo mantello sono raffigurati i re magi che portano i doni
- Il messaggio è chiaro: come i re Magi hanno riconosciuto l'atorità di Cristo, così anche Teodora e il marito faranno

























































